Il polyprolactone (o PCL) è un polimero biodegradabile molto resistente, che viene usato come filamento fuso per le stampanti 3D e per la modellazione di innesti protesici.
In campo biomedicale il PCL viene impiegato grazie alla approvazione della FDA che ne ha acconsentito l’utilizzo sul corpo umano per usi quali punti di sutura o filler dermici.
Ultimamente il campo biomedicale ha aperto la strada alla modellazione protesica basata su sistemi 3D che, grazie a scanner manuali, permettono di riprodurre sezioni di parti del corpo e trasformarli in file STL che permettono la stampa diretta in tre dimensioni dell’impianto protesico.
La procedura apparentemente risulta complessa, in quanto una sezione da riprodurre deve essere modellata da zero e si tratta di modellazione personalizzata su misura. Con una tecnica di scansione in tre dimensioni è immediata la realizzazione del file in STL modellabile a mano da un programmatore.
Dopo una accurata modellazione parametrica sarà possibile realizzare il file per la stampa in 3D dalla quale risulterà un prodotto assimilabile ad una protesi modellata dal vivo.
Il PCL è quindi un materiale stabile, utile alla modellazione parametrica e di facile impianto in ambiente chirurgico sottocutaneo. Un ingegnere biomedico è in grado di produrre i file STL e stampare in 3D con filamenti di prolyprolactone producendo un prodotto finito e di alta qualità a disposizione di chirurghi plastici e maxillofacciali oltre che di chirurghi ortopedici e vascolari.
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